La riconquista dell'immagine della "Grande Rimini" attraverso collegamenti con l'entroterra e la costa e ricuciture urbane con trame verdi promuovendo una nuova attenzione al paesaggio.
L’area vasta di Rimini
Il senso identitario profondo da riconquistare è quello di un territorio che si ricongiunge nelle sue varie parti: l’immagine della "Grande Rimini" che si estende da Bellaria a Cattolica, da San Marino al mare, dall’alta Val Marecchia alla Val Conca.
La "Grande Rimini" si (ri-)compone attraverso molteplici azioni a cominciare dalla mobilità. Diversi collegamenti verranno creati, valorizzati e potenziati sia con l’entroterra che con la costa.
Tra i collegamenti dell’entroterra (la direttrice Mare-San Marino e le valli fluviali della Val Marecchia e della Valconca) e quelli costieri si realizzerà un’unica rete attraverso modalità di trasporto pubblico sostenibile e un sistema di cabotaggio capace di integrare i punti di approdo marittimo con la città, favorendo la riqualificazione urbana come mezzo per valorizzare aree di potenziale eccellenza.
Una connessione tra persone e prodotti ma anche tra informazioni e idee anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie più avanzate.
La Grande Rimini vede ricomporsi la sua identità molteplice anche attraverso il rinnovato protagonismo dei suoi borghi e centri storici, riconnessi fra loro con eventi e soggetti in rete.
L’unità della fascia costiera verrà ulteriormente ribadita attraverso il Parco del Mare che fungerà anche da elemento di riconnessione con il territorio: una costa che ri-conosce il suo entroterra, con cui scambia linfa identitaria e relazionale.
Il ri-posizionamento e il ruolo di Rimini all’interno del bacino Adriatico sia come piattaforma di incontri e scambi sia come porta di accesso e di collegamento tra la Pianura padana, l’Adriatico e l’est Europa. Questo a partire da interventi specifici sulla mobilità, come l’incremento dei collegamenti passeggeri via mare fra le due sponde dell’Adriatico e dei collegamenti dell’Aeroporto Fellini con hub internazionali, ma anche attraverso azioni direttamente finalizzate all’internazionalizzazione, come l’Agenzia per le Relazioni Internazionali, il club di prodotto Adrialeaders e l’Expo internazionale Adriapolis.
Le grandi riconnessioni territoriali e le ricuciture urbane
Creazione di un sistema di trame verdi a livello territoriale capace di ricucire le eccellenze ambientali e di valorizzarle, mettendole in continuità e tutelandole.
Tra i progetti la prosecuzione del Parco Marecchia e la tutela dell’intera asta fluviale a partire dalla costituzione di un’area protetta per poi sviluppare un vero e proprio progetto di parco, occasione di altre riconnessioni: da un lato con "l’anello verde" della città, dall’altro con i corsi d’acqua minori.
Un territorio così ricomposto e coeso mostra le sue eccellenze ed è in grado di offrire una migliore qualità di vita a cittadini e turisti, grazie anche ad attività didattiche e turistico-ricreative che avranno luogo nel parco ed in tutto l’entroterra in un’ottica di lavoro in rete.
Fra le altre azioni, il prolungamento dei percorsi e la prosecuzione dei progetti di valorizzazione lungo la Val Conca e l’utilizzo di mezzi di mobilità lenta e dolce. Un turismo più ecologico e sostenibile con un circuito di cicloturismo dell'alto bacino Adriatico da raccordarsi con il progetto "Bicitalia 6 Adriatica".
Recupero e valorizzazione delle tipicità enogastronomiche e artigianali, viste soprattutto in collegamento con la riqualificazione dell’attività turistica nel progetto "Expo permanente delle tipicità locali" con la creazione e gestione di reti e pacchetti, di percorsi enogastronomici-culturali-esperienziali e di eventi dedicati. Le sinergie coinvolgono in generale tutto il sistema turistico, quello fieristico congressuale per un’offerta di qualità che veda allineate costa ed entroterra, con l’incremento dell’uso dei prodotti a km 0.
Un nuovo sistema segnaletico informativo con l’utilizzo di tecnologie di avanguardia per il coordinamento ed il controllo e per fornire l’adeguato supporto informativo a turisti e cittadini.
Passando alla scala urbana, una delle aree di ricucitura urbana tra la città lineare della costa e quella consolidata, attualmente tagliate e divise dai binari, è quella della stazione ferroviaria: una ricucitura spaziale fra due immagini di Rimini, quella del turismo e quella storica, che apre la strada al recupero dell’anfiteatro, delle mura storiche e riqualifica oggetti della modernità come il grattacielo. Il Piano prevede di localizzare in quest'area funzioni d’eccellenza di carattere urbano e territoriale, uno dei punti nevralgici del nuovo sistema di intermodalità che verrà rafforzato dal passaggio di un mezzo di trasporto pubblico altamente innovativo.
Il Parco del Mare si connota come fattore di ricomposizione urbana rivolgendosi ai turisti e ai residenti come risorsa strategica per l’incontro, il tempo libero, il loisir, puntando ad azzerare il contrapporsi delle due città, residenziale e turistica.
Inoltre prenderà avvio la creazione di un "anello verde" dalla elaborazione di un Piano per i percorsi ciclopedonali "verdi" in grado di collegare in una rete integrata le diverse aree urbane a valenza paesaggistico-ambientale, attualmente separate e frammentate.
La ricomposizione di un sistema territoriale unitario
Promuovere una nuova attenzione al paesaggio anche in contrapposizione con la forte e disorganica urbanizzazione realizzatasi nel territorio riminese negli ultimi decenni.
In particolare preservare e valorizzare le aree ad alta valenza paesaggistica che testimoniano l’elevato grado di eccellenza raggiunto da tutta la compagine territoriale.
Istituire un Tavolo di lavoro interistituzionale per il paesaggio allo scopo di organizzare e gestire il lavoro di redazione dei programmi, di progettazione e attuazione degli interventi, di monitorare lo stato di avanzamento delle elaborazioni e delle azioni sul campo.
Si ipotizza inoltre la costituzione di una rete di osservatori della qualità territoriale e paesaggistica che potrebbero avere sede nelle varie biblioteche comunali del territorio.
Particolare attenzione è rivolta all'area periurbana come naturale cerniera tra città ed entroterra, dove sperimentare progetti di qualità e nuove modalità di riqualificazione, superando la dicotomia tra città e campagna.
Il tema della qualità territoriale e urbana, prerequisito per la conquista di una nuova "bellezza" di Rimini e della sua terra, si gioca anche sugli accessi alla città e sul tema della mobilità.
Gli spazi pubblici liberati dalle auto grazie al nuovo sistema di mobilità integrata e quindi "restituiti" ai cittadini, saranno oggetto di un riqualificazione e diventeranno luoghi di relazione e d’incontro. La città non vivrà più l’antitesi tra gli spazi per lo svago e quelli per la quotidianità.
Si intende istituire, da oggi al 2027, un premio annuale per la miglior opera architettonica-urbanistica realizzata sul territorio provinciale, con particolare riguardo al miglioramento dell’ambiente urbano e del paesaggio.
Sviluppare progetti e processi di carattere culturale, creativo, innovativo che si attuino attraverso sistemi di luoghi. Per esempio il progetto della costituzione di una rete di spazi dedicati alle arti temporanee, che si immaginano come "assi creativi" che permeano il territorio, in rete con il Centro per le Arti Temporanee.
Una città coesa che risponde ai bisogni di tutti
Un fattore determinante per la ricomposizione e l’attrattività del territorio è la capacità di creare le condizioni per favorire la coesione sociale, accogliendo tutti e rispondendo ai diversi bisogni in maniera differenziata. Questo a cominciare dalla disponibilità dell’offerta di casa. Infatti il tema dell’housing viene visto sia quale rilancio forte di un mercato dinamico della locazione, sia come un investimento a tutto tondo, accogliendo le necessità dell’abitare di tutte le categorie.
Altro tema per una città coesa è quello dell’occupazione, dell’investimento sulla qualificazione e ri-qualificazione delle risorse umane. Più in generale, la sfida che il Piano si pone in termini di coesione sociale è strettamente legata alla vision, "la persona al centro, come soggetto dello sviluppo". La città che accoglie tutti e che risponde alle domande delle diverse fasce della popolazione, investendo sull’infanzia e l’adolescenza, sugli anziani, sull’integrazione degli immigrati e sui bisogni speciali.
L’idea è anche quella di costituire come strumento di governance un’Agenzia pubblico-privata per la coesione sociale che svolga attività di osservatorio sui bisogni del territorio.